Un ottimo dattilografo scrive tra 80 e 120 parole al minuto, e i campioni raramente reggono più di 150 a lungo. Eppure nei tribunali, nei parlamenti o nei sottotitoli in diretta, ci sono professionisti che trascrivono il parlato a oltre 200 parole al minuto, per ore. Non usano una tastiera normale, ma una stenotipo.
Il principio: accordi invece di lettere
Su una tastiera normale si scrive una lettera alla volta. In stenotipia si premono più tasti contemporaneamente, come un accordo al pianoforte, e quell'accordo produce una sillaba o una parola intera.
Per scrivere una parola non si battono le lettere una dopo l'altra: si premono in un colpo solo i tasti che corrispondono ai suoi suoni. Un movimento, una parola. È ciò che permette di stare al passo con chi parla, a circa 150 parole al minuto in una conversazione e spesso di più.
La macchina
Una stenotipo somiglia a una piccola tastiera senza scritte, spesso su un treppiede. La versione inglese, la più diffusa, ha poco più di venti tasti, così distribuiti:
- a sinistra, le consonanti di inizio sillaba;
- sotto i pollici, le vocali;
- a destra, le consonanti finali.
Poiché non c'è un tasto per ogni lettera, i suoni mancanti si ottengono con combinazioni. Nel sistema inglese, per esempio, la B si ottiene premendo insieme P e W, la M con P e H.

La macchina invia questo codice a un computer, che lo trasforma in testo grazie a un dizionario personale di ogni stenotipista, con ortografia e punteggiatura. In Italia esiste anche una tradizione propria: la macchina Michela, ideata nell'Ottocento e usata a lungo per i resoconti del Senato.
Plover: la stenotipia per tutti
A lungo la stenotipia è stata riservata ai professionisti: macchine e software costavano migliaia di euro, e la formazione durava anni.
Il progetto libero Plover ha cambiato le cose. Questo software gratuito trasforma una tastiera normale in una stenotipo, a patto che riconosca più tasti premuti insieme (lo fanno molte tastiere meccaniche e da gaming). Esistono anche tastiere steno per hobbisti a circa 100 €. Plover usa per impostazione predefinita la teoria inglese; la community sviluppa adattamenti per altre lingue.
Quanto ci vuole per imparare?
È un apprendimento lungo, paragonabile a quello di uno strumento:
- nei primi mesi si imparano gli accordi e si scrive lentamente, a volte più piano che con una tastiera normale;
- poi si imparano le abbreviazioni delle parole frequenti, e la velocità sale gradualmente;
- le velocità professionali richiedono in genere uno o due anni di pratica regolare.
A cosa serve oggi
Il riconoscimento vocale ha fatto grandi progressi, ma la stenotipia conserva dei vantaggi:
- la precisione: uno stenotipista padroneggia nomi propri e lessico tecnico e sa chi sta parlando, dove un software sbaglia ancora;
- la discrezione: si possono prendere appunti in silenzio durante una riunione;
- il comfort: le mani si muovono pochissimo, il che interessa chi soffre di dolori ai polsi.