A che cosa servono i katakana
I katakana sono uno dei due sillabari giapponesi. Ogni carattere rappresenta una sillaba, e ogni katakana ha un equivalente hiragana con lo stesso suono: カ e か si leggono entrambi ka. La scrittura nacque intorno al IX secolo tra i monaci buddisti che annotavano testi cinesi con frammenti semplificati di kanji: カ deriva dalla parte sinistra di 加, イ dalla parte sinistra di 伊.
Oggi i katakana servono soprattutto per i prestiti (gairaigo) e i nomi stranieri: イタリア (Itaria, Italia), ローマ (Rōma, Roma), コンピューター (konpyūtā, computer). Dalla cucina italiana vengono パスタ (pasuta), ピザ (piza) e スパゲッティ (supagetti). Si usano anche per le onomatopee (ドキドキ, il cuore che batte), per i nomi di animali e piante nei testi scientifici (ネコ, gatto), per i marchi e per mettere in evidenza una parola, un po' come il corsivo.
Un nome italiano viene adattato alla fonologia giapponese, in cui quasi ogni sillaba termina in vocale. Giulia diventa ジュリア (Juria), Francesco フランチェスコ (Furanchesuko), Lorenzo ロレンツォ (Rorentso). La r e la l confluiscono nella serie ラ リ ル レ ロ, mentre le consonanti doppie, così frequenti in italiano, trovano un equivalente diretto nella piccola ッ.
Vocali lunghe, piccola ッ e segni di sonorizzazione
Tre segni cambiano la lettura:
- Il segno di vocale lunga ー prolunga la vocale precedente: コーヒー (kōhī, caffè), ビール (bīru, birra). In romaji si indica con un macron (ō) o con la vocale doppia.
- La piccola ッ raddoppia la consonante successiva, con una breve pausa: ベッド (beddo, letto), カップ (kappu, tazza). Da non confondere con ツ (tsu) di dimensione normale.
- Il dakuten ゛ e lo handakuten ゜ sonorizzano la consonante: カ (ka) diventa ガ (ga), ハ (ha) diventa バ (ba) o パ (pa).
Le piccole ャ ュ ョ si uniscono a un carattere della colonna i per formare una sola sillaba: キャ (kya), シュ (shu), チョ (cho). Scritto in grande, キヤ si legge in due sillabe, ki-ya.
Katakana estesi e caratteri simili
Per avvicinarsi a suoni che il giapponese non ha, si combina un katakana con una piccola vocale: ファ (fa), ティ (ti), ディ (di), ウィ (wi), シェ (she), ジェ (je), チェ (che), ツァ (tsa). パーティー (pātī, festa) e ディズニー (Dizunī, Disney) sono esempi tipici. La v si può scrivere con ヴ (ヴァ, ヴィ, ヴェ…), ma molte parole comuni usano la serie b: ビデオ (bideo, video).
Alcuni katakana si somigliano e causano la maggior parte degli errori di lettura:
- シ (shi) e ツ (tsu), ン (n) e ソ (so): in シ e ン il tratto lungo sale dal basso a sinistra; in ツ e ソ scende dall'alto a destra.
- ク (ku), ケ (ke) e タ (ta): タ è una ク con un tratto in più all'interno, ケ ha una barra orizzontale e una lunga coda.
- ワ (wa), ウ (u) e フ (fu), e anche チ (chi) e テ (te).
Come scrivere in katakana
Con l'IME giapponese di Windows o macOS si digita in romaji e si converte: ko-hi- seguito da F7 su Windows (Control-K su macOS) dà コーヒー. Il trattino produce il segno ー, xtu o ltu una piccola ッ, e vu dà ヴ.
La nostra tastiera giapponese converte il romaji in kana durante la digitazione: attiva la modalità di traslitterazione e premi il pulsante あ/ア per passare dagli hiragana ai katakana. Digitando ko-hi- si ottiene コーヒー (il trattino inserisce il segno di vocale lunga ー). In questa pagina puoi anche copiare un singolo carattere della tabella con un clic.